Vikings. Tra storia e leggenda.

Bjorn la Corazza

Björn Ragnarsson, tradotto significa proprio Björn figlio di Ragnarr, detto Björn fianco di ferro e non la Corazza. Anche lui è un re semi-leggendario, come del resto tutti i protagoniste della nostra storia. Come abbiamo già detto non era figlio di Lagertha ma di Aslaug. Alcuni storici lo indicano come il capostipite del Casato di Munsö e presumono che proprio sull’isola di Munsö si trovi la sua sepoltura. Le vicende narrate nella serie combaciano con quelle che sono pervenute a noi attraverso le leggende. Fu un condottiero a capo, insieme ai fratelli, dell’armata danese di cui abbiamo scritto sopra. A differenza di quanto narrato nella serie non ci fu mai una guerra tra lui e i suoi fratelli. I figli di Ragnarr si spartirono il regno e a Bjorn toccò la Svezia. Navigò molto esplorando terre fino ad allora sconosciute al suo popolo arrivando anche nel Mediterraneo, in Liguria, più precisamente a Luni, scambiandola per Roma (sigh). Dopo essersi reso conto che le mura erano insormontabili si finse morto ed entrò in città dentro una bara, episodio questo che ha ispirato una celebre scena della serie (non aggiungiamo niente in rispetto di coloro che ancora non hanno visto Vikings). Morì ricco e celebre grazie alla fama che si era conquistato in vita.

Ivar senza ossa

Insieme a Rollo il personaggio storicamente più importante presente nella serie. Ivar senza ossa non solo è esistito veramente ma la grande maggioranza degli storici è concorde nel definirlo il più grande condottiero vichingo della storia nonché il vichingo più famoso in assoluto. Fu il generale di quella Grande Armata Danese che ormai abbiamo imparato a conoscere. Invase l’Inghilterra insieme ai fratelli, occupando prima la Mercia e poi Nottingham. La saga “Racconto dei figli di Ragnarr” riporta che i fratelli di Ívarr mossero subito guerra a Re Aelle di Northumbria (vasta regione centrale dell’Inghilterra) ma furono sconfitti. Ívarr si recò allora da Aelle per riconciliarsi, chiedendo solo in riparazione tanta terra quanta riuscisse a coprirne con la pelle di un bue. Tagliò però la pelle del bue in strisce così sottili da poter cingervi un’ampia fortezza (York o Londra, secondo le saghe) e farla propria. Fu conosciuto e temuto da tutti per la sua ferocia, abbattendo chiunque fosse di ostacolo e lasciando una scia di sangue ovunque si trovasse. Si discute molto riguardo all’origine del soprannome “Senza Ossa”. Le fonti sono concordi sul fatto che il temibile vichingo fosse realmente affetto da una forma di disabilità ma non è possibile stabilire con certezza di quale malattia soffrisse. il medico danese Knud Stakemann Seedorff ipotizza che Ivar fosse affetto da osteogenesi imperfetta in quanto dai racconti emerge che le gambe di Ivar erano flaccide come cartilagine, non aveva le ossa e doveva essere trasportato su uno scudo. Probabilmente Ivar soffriva di una forma non grave di tale patologia, condizione che gli permetteva anche di guidare un carro trainato da un cavallo e di combattere. Vi è tuttavia anche un’ipotesi fondata più sull’analisi linguistica, secondo la quale “Senza Ossa” diventa una similitudine di “impotente”. Qualsiasi fosse la condizione di disabilità di Ivar questa non gli ha impedito di essere uno degli uomini più importanti del suo tempo.

Floki

Il personaggio di Floki, genio, folle, ingegnere e quant’altro, è ispirato al navigatore vichingo Hrafna-Flóki Vilgerðarson, il primo colonizzatore dell’Islanda. Nel Landnámabók, libro dell’insediamento, la più preziosa fonte esistente sull’epoca della colonizzazione islandese, viene documentata la nascita del primo insediamento. Fu Floki a dare all’Islanda il nome che porta ancora oggi. Tornato in Norvegia descrisse la nuova terra da lui colonizzata come inospitale e inadatta per fondarvi ulteriori insediamenti, tuttavia in vecchiaia, nonostante avesse parlato male dell’Islanda, vi fece ritorno e lì visse fino alla sua morte.

Redazione

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