Virginia Degrado Raggi

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Il sindaco peggiore nella storia di Roma, una sciagura a 5 stelle che sembra non voler finire mai

“E pensare che forse tutto questo si poteva evitare”.

Guardando Roma soffocare tra i rifiuti, marcire nel decadimento e diventare sempre meno attrattiva per turisti e investitori non si può fare a meno di pensare che questa sciagura a 5 stelle che risponde al nome di Virginia Degrado Raggi poteva essere evitata.

Per la sua elezione a sindaca di Roma hanno colpa tutti, non ci sono innocenti. Ha colpe il PD, che ha fatto dimettere il suo sindaco un po’ alieno e un po’ alienato ma comunque sia persona valida e determinata, con quella sceneggiata di portare i consiglieri dal notaio. Tutto il PD, specifichiamolo visto che gli irriducibili anti Renzi hanno la tentazione di addossare tutte le colpe a lui. Ha colpa la destra, specialmente Berlusconi che appoggiando Arfio Marchini ha diviso l’elettorato di centro destra, senza questa mossa con molta probabilità adesso il sindaco di Roma sarebbe Giorgia Meloni, che per carità, sarà anche un po’ coatta, un po’ fascistella, un attimo fuori le righe ma che in confronto alla Raggi è davvero Margaret Thatcher e non avrebbe ridotto la città la fogna che è adesso.

Soprattutto però hanno colpa i romani che l’hanno votata in massa preferendo lei piuttosto che un onest’uomo come Giachetti. Certo, girando adesso per Roma la Raggi sembra che non l’abbia votata nessuno, che sia apparsa in Campidoglio dal nulla come una maledizione dei libri di Stephen King, una specie di strega uscita dal bosco per gettare nel caos la Capitale d’Italia. Ma non è così: la Raggi ha preso il 67,7% dei voti. Un plebiscito. Ora quel 67,7% è sparito, tutti rinnegano di averla votata. Se interroghi 10 romani, per logica, più di sei dovrebbero dire: Sì, l’ho votata. Eppure se ne trovi due su dieci che confessano il grave peccato è grasso che cola. Si vergognano e fanno bene perché le avvisaglie per capire che quella ragazza aveva le potenzialità per diventare il peggior sindaco nella storia di Roma c’erano tutte, in fin dei conti era lei che andava raccogliendo nei cestini gli scontrini di Marino, era lei che faceva la sceneggiata di voler consegnare  le arance a quelli del PD nei giorni di Mafia Capitale; il tempo poi ci ha detto che il PD non c’entrava niente, Marino meno che mai e addirittura quella non era neanche Mafia. Pensate un po’.

L’idillio con i romani è durato poco, già dopo pochi mesi a difenderla sui social c’erano solo “forestieri” e anche adesso è così. Fate la prova, andate sotto i suoi tweet o a leggere nei commenti sotto i suoi post su Facebook, gli unici apprezzamenti arrivano da persone che a Roma ci saranno venute si e no qualche anno fa per vedere il Papa. A prendere le sue difese solo gente lontanissima dal Sacro GRA. Brava Virginia! Grande Virginia!…Poi apri il profilo dell’ammiratore o della ammiratrice  e scopri che si tratta di una padovana o di un carrozziere di Campogalliano. Verrebbe voglia di fermarsi qualche secondo a interloquire con questi fenomeni, giusto il tempo per chiedere loro “ma se ti piace così tanto, perché non te la compri e te la porti via con te al tuo paese, ti faccio un prezzo buono”  

Il disinnamoramento è cominciato subito dopo la sua elezione, d’altronde aveva promesso miracoli, però appena qualche giorno dopo aver indossato la  fascia si è sbrigata a dichiarare “non ho la bacchetta magica, però la mangiatoia è finita!”

Sin da subito Roma ha iniziato a “ svalutarsi” con il No alle Olimpiadi che ha allontanato la possibilità di dare una modernizzata a molte strutture fatiscenti della città, un no che ha negato la riqualificazione di alcuni quartieri, un no che ha lasciato opere incompiute quando invece questa era l’occasione migliore per finirle, finalmente. Un No quello alle olimpiadi solo di facciata ideologico e populista, quindi solo all’apparenza senza senso. La verità, chiara sin da subito a tutti quei cittadini dotati di un minimo d’intelligenza, è che il M5S aveva una paura tremenda delle Olimpiadi. Aveva paura della responsabilità ma soprattutto aveva il terrore dei soldi che sarebbero arrivati perché avrebbero innescato un meccanismo in cui solitamente girano tangenti. Ma che amministratore è quello che rinuncia a costruire opere per paura delle tangenti? Ve lo diciamo noi: è un amministratore codardo e incapace perché la corruzione si combatte, non si evita diventando immobili! E ve la immaginate voi la Raggi, e la sua cricca iniziale con Marra e Romeo, a gestire i miliardi delle olimpiadi? Sarebbe stato un disastro! Ecco perché il M5S ha risolto il problema a monte, non per ideologia, non per una inesistente ma sbandierata tutela dell’ambiente, ma per paura. L’opera di svalutazione della Capitale però non si è certo fermata lì, tralasciando le molte aziende che sono scappate da questo casino, per esempio Sky, parliamo dello Stadio della Roma. Un progetto fantastico che avrebbe riqualificato l’intero quadrante sud- ovest della città. Sarebbe nato un nuovo quartiere con grattacieli progettati da un archistar come Libeskind, un parco, piste ciclabili, palazzi modernissimi, negozi e soprattutto strade, metro, persino un battello che scendendo lungo il Tevere avrebbe portato i tifosi allo stadio. Ignazio Marino, e qui gli va riconosciuto di aver fatto un capolavoro, pretese che tutto doveva essere finanziato dai privati, pretese che almeno il 60% dei tifosi doveva essere messo in grado di arrivare allo stadio con i mezzi, comodamente. Aveva preteso, e ottenuto il prolungamento della metro e della tratta ferroviaria Roma-Lido, svincoli sul Raccordo e opere di bonifica. Sarebbe stato, quello del nuovo stadio della Roma, il cantiere più grande d’Europa e avrebbe dato lavoro a moltissime aziende e persone. Ma si sa, i grillini con il lavoro non vanno molto d’accordo, loro non investono per lo sviluppo ma buttano i soldi con il reddito di cittadinanza ai mafiosi. La Raggi, che da consigliera era contro lo stadio, fiutata la malaparata causata dal dissenso dei tifosi, è diventata “stadista”, prima però ha tolto gran parte dei metri extra stadio dal progetto, per tutta risposta la Roma ha tolto tutti gli interventi di utilità pubblica che avrebbe pagato lei. Risultato? Progetto fermo, Pallotta che vuole vendere e investitori stranieri che ci guardano disgustati.

Olimpiadi e Stadio avrebbero cambiato Roma senza intaccarne il fascino antico, due opere per far entrare, anche lei, nel terzo millennio. Bloccate da Virginia Degrado Raggi che in cambio però ci ha promesso la famigerata funivia a Casalotti (c’è gente che è stata ricoverata in psichiatria per aver detto scemenze più leggere)

Naturalmente della funivia non è stato posato nemmeno il primo pilone in cemento, non è stata tirata la fune in acciaio e non è andato in pressa neanche lo sportello della cabina. Meno male aggiungiamo noi.  

Quali sono stati dunque i miglioramenti che Virginia Raggi e il M5S hanno portato a Roma? Rispondere è facile: non ci sono stati miglioramenti, anzi, se almeno avesse lasciato le cose come le aveva trovate sarebbe stato già un successo. Purtroppo, e questo sta davanti agli occhi del mondo ed è innegabile, Roma è peggiorata, è scivolata ancora più basso.

Immondizia ovunque, strade che sembrano mulattiere di campagna dopo un’invasione di alieni ubriachi (memorabile il commento del bomber romanista Dzeko che ha paragonato le strade per arrivare a Trigoria a quelle della sua Sarajevo…dopo i bombardamenti), mezzi che non passano mai e quando passano c’è il rischio che vadano a fuoco, fermate della Metro chiuse per mesi e mesi a causa di una scala mobile rotta; c’è stato un periodo che la Metro A saltava senza fermarsi Repubblica, Barberini, Spagna e Lepanto; per sdrammatizzare i romani dicevano che la metro era diventata un pendolino, avanti per direttissima dalla stazione di partenza a quella di arrivo. Sorridiamo, ma per gli esercenti di quelle zone è stato un danno molto grande.

Roma è peggiorata ma la propaganda grillina non fa che mostrare all’Italia i successi di Virginia: tagliare l’erba, fare un minimo di manutenzione a una pista ciclabile, asfaltare duecento metri di strada, montare tre lampadine, pulire una spiaggia di Ostia, illustrarci come funzionano le fantastiche macchinette mangia plastica messe vicino alle biglietterie della metropolitana, dare un po’ di stucco alla facciata di un palazzo e cosi via.

Ordinaria amministrazione che ci viene presentata come il traforo del Monte Bianco, come la costruzione del ponte di Brooklin o come il completamento del Burj Khalifa.

Cose assolutamente normali fatte passare per strepitose e gigantesche conquiste dell’uomo. Ma stiamo scherzando davvero?

Ci assale un senso di vergogna, vergogna e inadeguatezza, quando per farci del male andiamo a vedere l’account twitter di Anne Hidalgo, sindaca di Parigi. Mentre la Raggi ci illustra euforica un tratto di strada asfaltato solo in un senso di marcia, la pari ruolo d’oltralpe ci presenta la sua città efficiente e moderna che si prepara, lei sì, alle olimpiadi. Mentre Virginia ci fa vedere dieci metri quadrati di parco pubblico senza cartacce, la Hidalgo ci mostra gli interventi fatti nelle scuole già pronte per accogliere gli studenti quando rientreranno. Lo stesso senso di inferiorità che ci pervade andando a leggere Ada Colau, l’alcadessa di Barcellona, che scrive di diritti, uguaglianza, lotte per la libertà,  accoglienza, sviluppo eco sostenibile, energie alternative, ci racconta di librerie e di fioristi, ci parla di bellezza e cultura. Ada Colau che ha protetto Barcellona dal Covid con lo stesso amore con cui una madre protegge i suoi figli, e noi lì, a paragonarla con la Raggi fino a farci scendere le lacrime per la disperazione. Se solo esistesse il “calcio mercato” dei sindaci saremmo ben felici di inginocchiarci davanti agli abitanti di Barcellona e pregarli di vendercela. Tenetevi pure Messi ma dateci la sindaca. Siamo disposti a tutto, vi diamo Zaniolo, Milinković-Savić, Bruno Peres, Luciano Nobili come contro partita e vi ci mettiamo anche duecento milioni sopra. Purtroppo non si può fare e  tocca di tenerci la Raggi. Ancora per poco, questo è sicuro, perché le possibilità che venga rieletta non esistono e fortunatamente non esiste neanche la possibilità che venga eletto un altro sindaco grillino. I romani hanno capito lo sbaglio, e l’hanno capito quasi subito, quando hanno visto che l’immondizia restava lì e che la città era più sporca di prima. Hanno capito di aver sbagliato quando si sono ritrovati una sindaca inadatta, intangibile, che ha cambiato assessori in continuazione fino a far diventare Roma una città di ex-assessori dove gli ex-assessori girano come zombie e se ti toccano diventi un ex-assessore anche tu. Una sindaca che dopo le vicende Marra & Romeo è stata di fatto commissariata da Casaleggio e che adesso non può decidere su nulla, sta lì a far la bambolina di propaganda, niente di più. Una sindaca odiata anche da pezzi importanti del M5S, come la Lombardi, che imputa all’effetto Raggi la sua mancata vittoria alle regionali del Lazio.

I romani hanno votato la Raggi per punire la vecchia politica ma la vecchia politica sta ancora lì e i romani hanno finito per punire solo loro stessi.

LEGGI ANCHE ” I ROMANI CONTRO GRILLO”

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Redazione

La nostra redazione comprende vari articolisti che imparerete a conoscere di volta in volta leggendo post specifici. Il lavoro di "squadra" rimane identificato come redazione

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3 risposte

  1. 19 Ottobre 2020

    […] per gravità è seconda solo al bombardamento di San Lorenzo, perché sì, diciamolo chiaramente: Virginia “Degrado” Raggi lascia in eredità una città a […]

  2. 20 Ottobre 2020

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  3. 31 Ottobre 2020

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