Yara Birkeland, la prima nave senza equipaggio

Costruita da un’azienda norvegese, questa moderna porta container sarà completamente elettrica, autonoma e a emissioni zero.

Sarà la prima nave a emissioni zero, ecologica, che rispetta l’ambiente e senza equipaggio.
La Yara Birkeland è stata varata nelle fredde acque norvegesi ed ha già effettuato un viaggio di prova che è riuscito perfettamente nei minimi dettagli, com’è stato riferito con comprensibile entusiasmo dalla società che l’ha costruita: la Yara International.

Si attendono alcune elaborazioni dei dati registrati durante il test, poi se tutto verrà confermato, il primo vero viaggio di lavoro dovrebbe avvenire, salvo complicanze, entro la fine del 2021 e collegherà due città della Norvegia.

La Yara International è un’azienda storica in Norvegia, fondata più di 100 anni fa, nel 1905, inizialmente si adoperò con successo per combattere la terribile carestia che stava affliggendo il nostro continente in quel periodo. La società si è poi specializzata in molti settori ed è sta la prima al mondo a creare un fertilizzante a base di azoto, contribuendo così a modificare radicalmente l’agricoltura.
Molto sensibile all’ambiente e ai cambiamenti climatici la Yara possiede anche un dipartimento di studi che cerca soluzioni per la riduzione delle emissioni e per delle pratiche agricole più sostenibili.

La nave

Sviluppata dalla Yara Marine Technologies, la nave ha come obiettivo il trasporto delle merci via mare riducendo l’inquinamento al minimo. Nel 2017 la società ha avviato un progetto con lo scopo finale di costruire un’imbarcazione autonoma, completamente elettrica: oggi la Yara Birkeland (dal fisico norvegese Kristian Birkeland) è attraccata nel porto di Horten, nel sud est del paese sulla sponda occidentale del Fiordo di Oslo. La nave dovrebbe fare il suo primo viaggio autonomo tra Herøya e Brevik entro la fine del 2021, poi in futuro collegherà altri porti commerciali in tutto il mondo, col suo carico di fertilizzanti destinati principalmente ai mercati di Cina, India e Giappone.

Senza equipaggio

Il controllo delle rotte e della navigazione sarà gestito da tre centri sulla terraferma. Inizialmente le operazioni di carico e scarico saranno ancora affidate ai tecnici portuali, ma Jon Sletten, direttore dello stabilimento Yara di Porsgrunn, ha già dichiarato che l’obiettivo è quello di rendere totalmente autonome tutte le operazioni. La Yara Birkeland è lunga 80 metri e larga 15, non è grandissima dunque ma non è neanche un pedalò, sarà in grado di navigare a una velocità di 13 nodi (all’incirca 24 chilometri l’ora) e sarà in potrà trasportare 60 container a pieno carico.

Redazione

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