Multe assurde e come non pagarle

Come fare ricorso contro una multa presa durante l’emergenza Coronavirus

Da quando è arrivato il Covid19 e sono entrati in vigore i decreti che limitano la nostra libertà personale ogni giorno arrivano notizie di multe assurde e ingiuste.

Oggi, per esempio, a un ragazzo è stata fatta una multa solo perché stava bevendo un caffè fuori dal bar. Non riusciamo neanche a immaginare che genere di reato possa aver commesso visto che nei bar è possibile ordinare consumazioni da asporto e non è certo lo Stato a poterci dire quanto dobbiamo allontanarci dal bar prima di poter bere il nostro caffè senza correre il rischio di beccarci una multa. Da asporto significa a portar via, quando e dove consumare sono poi affari nostri e ci sembra pazzesco anche solo doverle precisare certe cose.

Caso analogo a Treviso dove due clienti si sono fermati a mangiare una brioche all’esterno di una pasticceria e sono stati multati: 400 euro a testa. Il titolare della pasticceria è stato addirittura segnalato in Prefettura. Questa è follia. Se le pasticcerie sono libere di vendere allora ognuno può consumare dove vuole, fuorché all’interno del locale stesso. Certe restrizioni oltre a uccidere definitivamente il settore, colpendo i titolari che cercano con fatica di ripartire, sono inaccettabili anche da un punto di vista morale e politico: questi sono provvedimenti indegni per una democrazia liberale, ammesso che l’Italia ancora lo sia.

Tali provvedimenti, degni di uno stato dittatoriale, arrivano a colpire anche situazioni ben più intime e delicate di quelle descritte in precedenza: a Merate un uomo ha ricevuto una multa da 400 euro solo per essere andato a trovare il suocero colpito da un ictus, e l’ha fatto con il permesso della struttura che assiste l’anziano. Probabilmente ha avuto la sfortuna di incontrare due brutte persone in divisa, chissà, forse qualcuno dotato di più umanità avrebbe capito la situazione ma quello che bisogna combattere è proprio la norma in sé, senza dover fare affidamento sulla sensibilità di chi ti ferma per controllarti.

Fortunatamente però alcune leggi che proteggono i cittadini dalle ingiustizie e dagli abusi di potere sono rimaste, non sappiamo quando verranno abolite, ma per adesso ancora ci sono.

1 Non pagare la multa. In caso contrario il ricorso è automaticamente nullo.

2 Inviare uno scritto difensivo entro 30 giorni dal momento in cui si riceve il verbale all’autorità competente. Uno scritto difensivo è un testo, la cui redazione può essere affidata ad un avvocato, nel quale si spiegano le ragioni secondo le quali la multa non è legittima.

3 L’autorità competente è indicata sul verbale (generalmente: il Comune se a verbalizzare sono stati vigili urbani, la Provincia se Polizia Provinciale, o il Prefetto se Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza ecc.)

4 Gli scritti difensivi vanno inviati per raccomandata a/r o Pec, in carta libera.

5 L’autorità interpellata ha 5 anni per rispondere accogliendo lo scritto difensivo (non si deve pagare nulla) oppure rigettandolo.

6 In questo ultimo caso viene emessa un’Ordinanza di ingiunzione e l’importo della multa raddoppia.

7 Anche l’Ordinanza di ingiunzione può essere impugnata, facendo ricorso entro 30 giorni dalla notifica davanti al giudice di pace.

L’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) precisa poi un punto molto importante: a causa dell’emergenza coronavirus, il termine per la presentazione degli scritti difensivi è sospesa fino al 15 maggio, quindi è solo dal giorno successivo, il 16 maggio appunto, che inizierà a decorrere il termine di 30 giorni entro il quale è possibile fare ricorso.

Il tempo c’è.

Paolo Alessandrini

Paolo Alessandrini

Dipendente del settore privato e per questo motivo molto "alterato" per non dire incazzato del divario esistente tra pubblico e privato e dei vari disservizi del pubblico. Ho deciso di curare questa rubrica per unire i cittadini perché mettano da parte la rassegnazione e agiscano concretamente dal momento che chi governa non sta lavorando bene.

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