Intervista a Federica Angeli

In occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Il gioco di Lollo”, abbiamo avuto l’onore di scambiare qualche parola con la giornalista romana che da anni si batte contro la mafia.

Il gioco di Lollo - Federica Angeli
Copertina del libro

Cara Federica, per prima cosa ti ringraziamo per dedicarci un po’ del tuo tempo nel  risponderci, se non ti dispiace vorremo iniziare questa chiacchierata con la più amichevole delle domande, come stai?

Molto stanca.

Prima di parlare del tuo ultimo libro ci farebbe piacere tonare un attimo su “A mano disarmata” la tua penultima opera, lo facciamo anche perché da pochissime settimane il film che è stato tratto dal libro è disponibile su alcune piattaforme on-demand. Com’è stato rivederti sul grande schermo, interpretata da Claudia Gerini, e soprattutto sei soddisfatta della trasposizione cinematografica?

E’ stata una grande emozione, un modo per poter rivivere il dolore e la sofferenza che non avevo potuto permettermi di vivere sul momento perché dovevo reagire e pensare a tirare avanti nel momento in cui accadeva. Claudia è stata davvero grandiosa nella sua interpretazione, è entrata molto nella parte, nel personaggio, come solo le grandi e talentuose attrici sanno fare. Rispetto alla mia soddisfazione sulla trasposizione, posso dire che sono molto più attratta dal mio libro che dal film. Come spesso accade.

Il gioco di Lollo” è il tuo sesto libro. Hai raccontato molto durante  questi anni, pensiamo a “Cocaparty”, a “Rose al veleno” dove ti sei occupata di stalking, al  “Mondo di sotto” che è probabilmente il libro che meglio racconta il terreno da dove è nata Mafia Capitale, libri che erano anche inchieste frutto del tuo lavoro, cronista di nera. Nel “gioco di Lollo” non si parla più di “altri” ma della tua famiglia, dei tuoi figli, Lollo appunto che è il più grande. Possiamo definirlo come il tuo libro più intimo e personale?

In verità anche in A Mano Disarmata ho messo molto di me, ma sicuramente era mescolato alla cronaca dei fatti, al racconto di un’inchiesta che andava avanti parallelamente ai miei stati d’animo. Con Il gioco di Lollo però ho ribaltato una prospettiva mettendomi in gioco come madre. Ho fatto un lavoro enorme coi miei tre figli per comprendere come avessero vissuto questa loro condizione di “figli di una donna sotto scorta” e poi loro stessi da scortati. E’ stato faticoso, straziante a volte, ma ho visto negli occhi di Lorenzo e dei suoi fratelli, un senso di liberazione ogni volta che scendevamo nel profondo delle sue emozioni legate ai ricordi. Spero gli tornerà utile come esercizio per il futuro. Ma soprattutto mi auguro che gli adolescenti che lo leggeranno capiscano quanto ad ogni età ognuno di noi può fare qualcosa contro la mafia.

A noi è capitato, durante una presentazione di “A mano disarmata” di assistere probabilmente alla nascita di questo tuo nuovo libro. Rintracciamo quel momento in quando ci hai parlato di come con tuo marito Massimo cercavate di trasformare tutto in un gioco. È nata lì l’idea di, citiamo direttamente la sinossi, cedere la voce a tuo figlio e farci raccontare da lui la lotta alla mafia?

No, è nato da una chiacchierata coi miei figli, poco dopo le feste di Natale dello scorso anno, in cui Lorenzo mi ha confidato il momento più difficile per lui in tutti questi anni e quando ha capito che non si trattava di un gioco, quello di segnare su un cartellone i punti per arrivare alla villa ogni volta che ci accadeva qualcosa di spiacevole o tremendo. Da quella chiacchierata ho capito quanto fosse importante per lui, e anche per Alessandro e Viola, ripercorrere quel gioco alla luce dell’aver scoperto che invece gioco non era.

Ne approfittiamo per chiederti qualcosa riguardo l’attualità. Conosci Roma in modo molto profondo e ne conosci molto anche il lato oscuro, quello del crimine organizzato ma anche quello della delinquenza comune. Ti preoccupa questa escalation di violenza? Trovi che la città si sia incattivita o secondo te ancora rientra tutto nella norma, nella statistica.

E’ davvero preoccupante lo stato di abbandono sociale di questa città, peggiorato anno dopo anni, ma in discesa libera da quanto il Movimento 5Stelle ha preso lo scranno del palazzo senatorio. Ormai intere fasce di Roma, in particolare in periferia non riconoscono più l’istituzione e quando si palesa la respingono con forza e rabbia. E’ una reazione all’indifferenza che in questi anni la politica ha mostrato al suo popolo. Ciò non ha fatto altro che innescare un meccanismo di rabbia e cattiveria che ormai ha perso qualsiasi forma di freno. La giustizia fai da te viene percepita come l’unica strada percorribile e così accanto a omicidi di criminalità organizzata come, per citare l’ultimo, è quello dell’ultrà della Lazio Fabrizio Piscitelli , c’è una escalation di uso di armi o di violenza di ogni sorta anche tra persone “normali”, adolescenti sotto l’effetto di droga, uomini in giacca e cravatta respinti.

Questa domanda si ricollega in parte a quella precedente, è di pochi giorni fa la notizia riguardante la sentenza della Corte di Cassazione che in sostanza ha sancito che Mafia Capitale non è stata veramente Mafia. Vuoi aggiungere un commento?

Quella sentenza ha sicuramente sancito che il gruppo di Carminati e Buzzi non è mafia, ma non che non esista la mafia a Roma. La lungimiranza della procura di Roma è stata quella di capire che ormai la mafia si comporta esattamente così: il mondo di sotto si infiltra in quello di sopra, inquinando l’economia, gli appalti e il vivere civile, senza necessariamente l’uso della pistola ma attraverso la corruzione. Tra vent’anni capiremo che Mafia Capitale era mafia, oggi stando al 416bis, da codice penale, fatichiamo ad applicare quell’articolo a una realtà come quella dell’ex terrorista nero e del suo socio ras delle cooperative rosse.

Ti ringraziamo molto. Prima di salutarci vuoi anticiparci qualcosa dei tuoi progetti futuri?

Da quando vivo sotto scorta riesco a immaginare progetti a breve termine. Quello imminente è una serie di puntate su Repubblica che usciranno a breve (in contemporanea sia sul cartaceo che online) a cui ho lavorato tantissimo negli ultimi mesi. Si tratta di un’inchiesta che vale la pena leggere!

Nota della redazione

Ricordiamo a tutti che il nuovo libro di Federica Angeli “Il gioco di Lollo” verrà presentato lunedì 4 novembre alle 18 presso la libreria Libraccio di Via Nazionale (Roma). Saranno presenti Beppe Giulietti e Laura Boldrini.

Redazione

La nostra redazione comprende vari articolisti che imparerete a conoscere di volta in volta leggendo post specifici. Il lavoro di "squadra" rimane identificato come redazione

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This website is using cookies to improve the user-friendliness. You agree by using the website further. Privacy policy