Il folle appello del Manifesto

In uno sconclusionato quanto delirante articolo il Manifesto chiede agli intellettuali di firmare un appello contro le critiche a Conte. Noi abbiamo chiesto a dei semplici cittadini di rivendicare il loro diritto di critica. I nomi di chi ha aderito

Definire delirante l’articolo con cui il Manifesto lancia l’appello per fermare le critiche a Conte è una gentilezza che riserviamo a chi ha partorito quella follia, anche se non la meriterebbe.

Dobbiamo, per forza di cosa al fine di capire bene la gravità della situazione, analizzare minuziosamente parola per parola i punti salienti dell’articolo

Non passa giorno senza che opinionisti (e politici in cerca di visibilità) mettano in croce il governo, con ogni più vario argomento.

Ecco come inizia la lettera, nel peggiore dei modi, mettendo in discussione due basi della democrazia liberale, il diritto di critica e l’esistenza dell’opposizione.

Gli opinionisti infatti altro non fanno che esercitare il loro sacrosanto diritto di critica, e sono liberi di farlo, citando quanto scritto dal Manifesto, con ogni più vario argomento. Sappiamo bene che alcuni “opinionisti” esagerano, basta guardare alcune trasmissioni TV, sappiamo bene che a volte alcuni risultano insopportabili e che nel sentirli parlare spesso dobbiamo vincere la tentazione di buttare dalla finestra il televisore; ma sta nel dire questo o firmare un appello affinché smettano di parlare che sta la differenza tra un democratico e chi auspica un regime totalitario.

Per quanto riguarda invece i politici in cerca di visibilità, signori miei: è l’opposizione. Senza di lei non sarebbe democrazia, tanto semplice. Che alcuni politici poi siano perennemente alla ricerca di visibilità è vero, ma significa poco o niente perché un politico senza visibilità muore, specie se all’opposizione. Toccherà ai cittadini poi, una volta chiamati alle urne, pesare le parole del “politico in cerca di visibilità”

Quante volte abbiamo giudicato pretestuosi o strumentali alcuni attacchi contro le maggioranze? moltissime, ma abbiamo provato a controbattere senza auspicare il bavaglio per nessuno.

Sul “con ogni vario argomento” verrebbe voglia di sorvolare ma ci ricordiamo che i grillini hanno protestato persino riguardo i sacchetti da 2 centesimi per la frutta, ne abbiamo riso, abbiamo ritenuto il loro argomento ridicolo (cosa che con loro ci è capitata spesso) ma non abbiamo mai neanche sognato di chiedere ad altri di firmare una lettera per limitare il loro diritto di esprimersi nei modi a loro più consoni e in base alle loro priorità.

“Ma siamo di fronte ad una “notizia” o piuttosto ad una “narrazione” artificiosa e irresponsabile? O anche all’espressione degli interessi e delle aspirazioni di coloro che vogliono sostituire questo governo e la maggioranza che faticosamente lo sostiene, per monopolizzare le cospicue risorse che saranno destinate alla ripresa?”

Continua il Manifesto, ma continuiamo pure noi.

Notizia o narrazione artificiale e irresponsabile. L’unica distinzione che si può fare riguardo a una notizia è semplice: o è vera o è falsa. Punto. Stabilire poi che una critica è una narrazione artificiosa e irresponsabile ci può anche stare, ma non si chiede di firmare un appello per impedire le critiche, perché, anche fosse, spetterà sempre ai cittadini stabilire la differenza tra critica e narrazione irresponsabile, non spetta certo agli intellettuali del Manifesto.

“Espressione degli interessi e delle aspirazioni di coloro che vogliono sostituire questo governo” Questo è quello che in genere fanno le opposizioni, non so in Cina, ma da noi funziona così. Se non vogliamo altri al governo allora dobbiamo impegnarci di più nel momento in cui al governo ci siamo noi. Quel passaggio, permetteteci di dirlo, è veramente una stupidaggine. Ma anche il pezzo dopo non scherza “per monopolizzare le cospicue risorse che saranno destinate alla ripresa”

Le risorse saranno dell’Italia, non di Conte, se qualcuno crede di saperle usare meglio è giusto che si faccia avanti, inutile giocare con le parole e usare il termine monopolizzare, lasciando ipotizzare che qualcuno voglia accaparrarsele per spenderle come vuole. E anche riguardo alla parola “agguati” hanno giocato sporco, nessuno aspetta Conte in un angolo buio per fargli la festa, quello sarebbe un agguato, criticarlo e osservarlo per giudicarlo mentre lavora fa parte del gioco democratico. Stiamo pensando che forse è proprio quello che vi dà fastidio, il gioco democratico, sicuramente ci sbagliamo.

Nessuno tra i critici si prende davvero la responsabilità di dire cosa farebbe al suo posto.

E qui rasentiamo il paradosso, prima promuovete un appello per far cessare le critiche e poi vi lamentate se qualcuno non avanza proposte. E poi, cari amici del Manifesto, questa è una fake news, perché di proposte ne sono state fatte tantissime dall’opposizione ma anche dalle parti in minoranza nella maggioranza. Alcune proposte sono state accettate, altre no. Sono proposte anche quelle di Salvini e della Meloni, per quanto ci riguarda assurde, improponibili, ma sempre di proposte si tratta, per fortuna non sono state accolte, ma possono e devono farle, uno perché è un loro sacrosanto diritto, due perché così forse i cittadini capiscono che sono due imbonitori demagoghi e basta.

Il governo Conte non è il migliore dei possibili governi, sempre che da qualche parte possa esistere un governo perfetto.

Qui possiamo anche essere d’accordo con il Manifesto. Noi lo dicevamo anche quando Conte firmava e avallava i decreti sicurezza di Salvini, ben arrivati, ma ci colpisce il seguito “sempre che da qualche parte possa esistere un governo perfetto.” …E quindi dobbiamo accontentarci perché ce lo chiedono gli intellettuali del Manifesto, ci abbiamo riflettuto, la risposta è no grazie.

“Ci preoccupano gli altri, invece, i democratici “liberali”, i grandi paladini della democrazia e della Costituzione”

Ogni regime inizia con il dare ai liberali ogni colpa, pagano sempre per primi, quindi datevi una calmata perché state esagerando. E poi se in questo momento tocca a loro rivendicare il diritto di critica, noi possiamo solo augurarci che non resteranno i soli a farlo.

Ecco dunque, nel tentativo di essere più esaustivi possibili, spiegato quanto è folle e delirante questo strambo appello del Manifesto, che è sì grottesco, ma anche inquietante. Noi continueremo a criticare Conte e non per irresponsabilità ma perché potrebbe sembrarci, in alcuni casi, giusto farlo.

Siamo consci del momento difficile (che dura ormai da mesi) abbiamo accettato i limiti posti dal lockdown (il più lungo e severo d’Europa) ma non accettiamo che una lista di intellettuali ci venga a chiedere di stare zitti. Non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo, come direbbe Paolo Stoppa PioVII nel marchese del Grillo, e se citiamo un film comico lo facciamo proprio per il gusto di dissacrare questo vostro goffo tentativo di chiedere ai cittadini e ai loro rappresentati di stare zitti.

Il momento è duro, è interesse di tutti che il governo lavori al meglio al fine di garantire la salute e la vita di tutti noi, siamo disposti a sorvolare su qualche incertezza perché non siamo degli irresponsabili, ma siamo pronti a giudicare anche ogni mossa e ogni passo falso perché questo è quello che fanno i cittadini nelle democrazie: giudicano. Se Conte avrà fatto il massimo noi saremo i primi a esserne felici ma è nostro diritto anche criticare gli sbagli fatti e quelli che, speriamo di no, farà ancora, e ci infastidisce che un quotidiano promuova un’iniziativa per chiederci sostanzialmente di stare zitti.

Nel nostro piccolo abbiamo chiesto anche noi di firmare un simbolico appello antagonista a quello del Manifesto, non abbiamo chiamato a raccolta gli intellettuali ma quei pochi semplici cittadini che siamo stati in grado di raggiungere. Cittadini, non intellettuali, e lo abbiamo fatto non perché convinti che “Uno vale uno”, concetto da noi ritenuto un’enorme stupidaggine, ma perché il diritto di critica appartiene a tutti, mica solo agli intellettuali, di cui comunque continueremo ad apprezzare il lavoro, magari però la prossima volta, oggi non lo apprezziamo per niente.

Le persone che hanno aderito

Aldo Sambarino, Massimo Rehi, Paolo Benetti, Ugo Sais, Paolo Sinisi, Rosella Vivio, Loredana Funai, Francesco Righetti, Tiziana Secchi, Giacomo Di Maio, Andrea Cerri, Mauro Lo Bascio, Maria Odorisio, Naima Scognamiglio, Ivan Canu, Paolo Cicorani, Roberta Di Martino, Vlasta Bernard, Michele Pepponi, Nuccia Invernizzi, Fabio Lavagno, Vera Costa, Riccardo Ferri, Contezero, Anna Mariotti, Michele Solari, Marcella Lepori, Maria Cristina Aliani, Marco Marabotti, Luigi Pellicioli, Aldina Giuso, Patrizia Uslenghi, Raffaele Pallotto,  Angela,  Andrea Bitetto, Pamela Rossi, Emanuele Bergamo, Bruno Marzola, Sergio Di Marcantonio, Gerardo De Angelis, Gennaro Cortese Cibelli, Michele Trimarchi, Alessandrini Dario, Stefania Bianconi, Marco D’Onghia, Vana Bojaxhiu, Enrico Iachello, Mauro Nardelli, Paola LL, Francesca Cassano, Fausto Tenerini, Chiara Dimarco, Cristina Pitzalis, Daniela Ciatti, Anna Rita Mantini, Beppe De Iaco, Concy  Alvisi, Fabio Cocco, Giuliana Poma, Angela Meoni, Isabella Paladini, Stefano Giuntoli, Massimiliano Venturini, Felice Modica, Simona Vitelli, Andrea Paci, Luigi Elisei, Nicola Piscopo, Enrico Galloni, Davide Bianconi, Orlando Miri, Luigi Amore, Rita Della Valle, Laila Ficarelli, Fabrizio Brasviz, Dalia Anfossi, Marco Marabotti, Pietro Tosini, Marcella Habib, Francesca Barracciu, Pellegris Monica, Ferdinando Danzi, Gianni Politi, Stefano Pagani, Raffaele Ottaviano, Roberto Rossi, Emilio Babini, Fabrizio Cheloni, Luigi Gastoldi, Maria Tibullo, Lorenzo Bovalino, Antonio Attanasio, Laura Mana de Oliveira, Nicola Meneghetti, Francesco Palmieri, Carmine Maione, Mauro Bartoletti, Gianfranco Sartirana, Aureliano d’Agazio, Eduardo Sassoli, Flora Di Ianni, Antonio Opallo, Davide Moro, Clara Garlati,Sebastiano Failla, Danilo Pinasco, Stefano Boldrini, Stefano Svizzeretto, Carmela Miceli.

Ci scusiamo per quelli che ci sono sfuggiti, le risposte sono state più del previsto, basta una segnalazione e aggiorneremo questa splendida lista di liberi cittadini democratici, se qualcuno ci è finito dentro per errore può avvertirci, lo toglieremo subito, se dopo la pubblicazione altre persone vorranno aggiungersi saremo felici di inserire i loro nomi quanto prima.

Redazione

La nostra redazione comprende vari articolisti che imparerete a conoscere di volta in volta leggendo post specifici. Il lavoro di "squadra" rimane identificato come redazione

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