Tutte le bugie del M5S

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Per restare in carica hanno cambiato idea su tutto. Facciamo un riepilogo delle loro menzogne.

Un movimento di bugiardi che una volta ottenute le cariche sperate ha cambiato idea su qualunque cosa. Nessuno prima d’ora aveva preso in giro in modo così plateale i propri elettori.

Sono nati per protestare ma hanno finito per cedere a tutto quello contro il quale protestavano.

Partiamo dal TAP (Trans Adriatic Pipeline) il famoso gasdotto che sbarca sulle coste pugliesi. Dopo aver promesso in ogni piazza che avrebbero fatto di tutto per bloccarlo, una volta al governo si sono limitati a dire che bloccando l’opera si rischiava un contenzioso miliardario, e basta, senza specificare molto sull’argomento e limitandosi a dare, come fanno sempre, la colpa ai governi precedenti.

Restiamo in Puglia parlando dell’ILVA, altro grande cavallo di battaglia del Movimento dei Bugiardi. Beppe Grillo voleva farci addirittura un parco, i suoi adepti per anni hanno promesso che avrebbero “chiuso il mostro”. Cosa hanno fatto i 5 Stelle una volta al governo? Naturalmente non hanno chiuso l’ILVA la cui situazione oggi appare ancora in stallo, ma una cosa è certo non chiuderà, anzi probabilmente il loro governo stanzierà fondi pubblici per tenerla aperta. Complimenti!

Parlare della TAV e del M5S è una crudeltà, ma lo facciamo volentieri. La TAV è stata probabilmente il loro voltafaccia più clamoroso in termini di opere pubbliche. Un tradimento vero e proprio nei confronti dei loro elettori. Sin dalle origini il M5S è sempre stato No Tav, Beppe Grillo si è fatto persino condannare a 4 mesi per aver forzato una recinsione di un cantiere TAV in Val Susa. Per anni hanno pescato voti tra tutti quelli che per cretineria ideologica, paventando pretesti ambientalistici inesistenti, si opponevano alla costruzione della linea ad alta velocita Torino- Lione. Alla fine il M5S sulla TAV ha ceduto quand’era al governo con la Lega e adesso che è al governo con il PD non prende neanche il discorso, sapendo che i suoi attuali alleati su questo punto non discutono nemmeno. Con il clamoroso voltafaccia sulla TAV il M5S ha perso di fatto la sua base, almeno in Piemonte, dove i suoi attivisti provenivano per la stragrande maggioranza proprio dalle associazioni contrarie al progetto.

Capitolo EURO. Nel programma per le  elezioni Europee del 2014 c’era scritto «referendum per la permanenza nell’Euro». Dopo qualche anno Di Maio ha rifilato agli elettori, che col tempo si erano dimezzati, che la strategia era cambiare l’Europa restando nell’UE. Insomma la solita stupidaggine senza senso buttata lì nel patetico quanto maldestro tentativo di mettere una toppa sull’ennesima bugia. La pagina del Blog di Grillo che parlava di uscire dall’Euro tramite referendum (cosa che non è possibile e qui si dimostra ancora una volta come il M5S si sia sempre approfittato dell’ignoranza dei propri sostenitori) è stata addirittura rimossa! Eppure ce lo ricordiamo bene il Dibba con i suoi cartellini mentre per raccattare qualche voto anche dai proto-sovranisti prometteva che avremmo abbandonato la moneta unica.

Gli F35. Ve lo ricordate quanto hanno rotto le palle per anni con questa storia degli aerei da caccia? Era diventato un tormentone come i marò. Orde di grillini mono neuronici che davano la colpa di tutto ai soldi spesi per acquistare questi benedetti F35. Non ci sono asili e il governo vuole comprare gli F35! Mancano gli ospedali e noi spendiamo soldi per gli F35! I terremotati sono ancora nelle tende ma la priorità sono gli F35! È andata avanti per anni questa rottura di palle! Sembrava che in Italia tutto si sarebbe sistemato se non avessimo comprato gli F35. Soldi per rifare le strade, per sistemare la scuola, per assumere, per dare più fondi alle forze dell’ordine, per finanziare la ricerca etc. Tutti soldi che magicamente sarebbero arrivati rinunciando all’acquisto degli F35. Sapete com’è andata a finire? Che il 19 novembre del 2019 la maggioranza (quindi il M5S) ha dato il via libera all’acquisto dei 90 cacciabombardieri, a cui i pentastellati si erano sempre opposti. Insomma un’altra giravolta.

Siamo così giunti ai Due Mandati: la bugia più grande, il tradimento più eclatante. Nello statuto di fondazione questa regola era la più importante: nessuno poteva farsi eleggere, ovunque, per ben di due volte. Un enunciato che era il fondamento di tutto l’impianto su cui era nato il M5S, la norma caratterizzante per eccellenza. Loro non sarebbero mai diventati politici di professione, dicevano, loro erano diversi da quelli che da decenni vivevano di politica, dicevano. Per anni questo divieto è sembrato stabile, Di Battista per non infrangere questa legge divina ha saltato persino un giro da parlamentare. Ma si sa, l’appetito vien mangiando e qualcuno all’interno del M5S ha cominciato, inizialmente sottovoce, a mettere in discussione la regola sacra. Tra i primi a farlo l’allora sindaco grillino di Pomezia, tal Fucci. Fu lui a dire che il primo mandato era da considerarsi una sorta di mandato zero, in poche parole un giro di prova che non andava contato e che al massimo serviva per fare esperienza. Fu linciato, accusato di alto tradimento e costretto ad abbandonare il M5S dopo essere stato sfiduciato dalla sua giunta. In quei giorni Di Maio stesso ribadì che la regola dei due mandati era inviolabile, niente eccezioni. Pochi mesi dopo sapete cos’è successo? Che tutti nel M5S hanno cominciato a parlare di mandato zero! A demolire definitivamente quel muro che sembrava indistruttibile ci ha pensato Virginia “Degrado” Raggi annunciando la sua ricandidatura a Sindaco di Roma. Una votazione svoltasi il 14 agosto su Rousseau ha deliberato (pensate come siamo messi in Italia) che con buona pace di Fucci il primo mandato è da considerarsi nullo. Questo è senz’ombra di dubbio il voltafaccia più grande e sancisce e fa capire benissimo come negli anni il M5S si sia trasformato da movimento contro la casta a partito che protegge la casta, la loro casta. È diventato una macchina conservatrice del proprio potere. Come hanno giustificato questo cambio pelle? Pressappoco così “non possiamo buttare via anni di preziosa esperienza acquisita”

Non bisogna aggiungere altro sull’argomento. Andiamo oltre e passiamo al capitolo Alleanze: noi non ci alleiamo con nessuno! Questo andavano strillando ai quattro venti negli anni passati. Noi non ci mischiamo con i vecchi partiti. Parole parole parole…Poi si sono alleati con chiunque gli capitasse a tiro. Pur di restare al governo, ma soprattutto in Parlamento, hanno voltato le spalle pure a questa regola, probabilmente nel corso della legislatura saranno costretti a mendicare qualche voto in senato pure da  Forza Italia, alleandosi di fatto addirittura con Berlusconi.

Argomento Sbarchi, ma sarebbe meglio dire immigrazione. Qui il discorso è difficile perché il M5S ha cambiato idea così tante volte che abbiamo perso il conto. Diciamo che hanno preso di volta in volta  le posizioni più comode, cioè quelle dei loro alleati, dimostrando, anche se non serviva, che la loro politica non ha programmazione e non è mossa da nessun ideale; è solo un restare a galla, un conservare la poltrona acquisita.

Il PD, qui possiamo sbizzarrirci alla grande. Il PD è mafia! Il PD è il partito di Bibbiano, diceva Di Maio meno di un anno fa. Il PD è il male assoluto. Adesso si alleano con il PD anche nelle elezioni locali. L’ennesimo voltafaccia di un Movimento di Bugiardi che non fa politica ma fa scorribande nelle nostre istituzioni, nelle amministrazioni delle nostre città, lasciando dietro di sé solo caos, disorganizzazione e sciatteria. Degli scappati da casa che sopravvivono grazie alle menzogne e che quando ce ne libereremo del tutto, manca poco, sarà stato comunque troppo tardi.

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Redazione

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