Tutti contro Matteo Renzi


Il senatore è accerchiato ma così i suoi nemici rischiano di farlo diventare più simpatico

Non lo perdoneranno mai, Franceschini lo aveva avvisato.

“Non sai che cosa ti stanno preparando contro, ti massacreranno anche sul personale, ti aggrediranno a tutti i livelli, non solo sui social”

Tutti contro Matteo Renzi

E così è stato. Dopo che Matteo Renzi ha rimosso Giuseppi da Palazzo Chigi è cominciato il massacro. C’era da aspettarselo, lo sapevamo tutti, anche Renzi lo sapeva, d’altronde se mandi a casa un presidente del Consiglio intorno al quale si sta costruendo un polo politico, se fai precipitare il PD al punto di far dimettere Zingaretti e far scongelare Letta promettendogli la sua vendetta personale, se distruggi il M5S e se tiri giù dalla poltrona un bel po’ di ministri, qualche nemico te lo fai senz’altro.

L’arrivo di Draghi

E poco conta se con la mossa di Renzi ci ha guadagnato tutta l’Italia, l’arrivo di Draghi e Figliuolo infatti è stata una benedizione. Probabilmente se Conte e il suo scudiero Arcuri, che ha buttato milioni acquistando inutili ventilatori cinesi e banchi a rotelle che stanno già riempiendo le discariche, fossero rimasti in carica a quest’ora ci saremmo estinti come popolo e come Nazione.

Ce lo aspettavamo, ma non fino a questo punto, non fino agli attacchi personali, non fino a veder pubblicati sul Fatto Quotidiano di Marcio Travaglio i movimenti bancari di Renzi.

Un attacco continuo

Ha iniziato Report, che altro non è se non una versione più cashmere e borghese delle Iene, con quell’assurda storia dell’agente segreto e l’autogrill.

Una storia che non ha né capo né coda, immagini e testi buttati alla rinfusa con il solo scopo di distruggere l’immagine: character assassination lo chiamano quelli bravi, distruzione della reputazione in pratica e riportato alla crudezza dell’italiano sembra ancora più agghiacciante.

Eppure Renzi ha solo esercitato le sue funzioni di parlamentare togliendo la fiducia a un governo, niente di più, lo prevede la Costituzione e fortunatamente continuerà a prevederlo, almeno si spera.

Report ha poi continuato nel suo ruolo di killer prezzolato, tirando fuori, notizia di questi giorni, un presunto conto corrente di Renzi in Liechtenstein.

Sicuramente anche questa volta Report farà un buco nell’acqua, ma le persone più intelligenti però iniziano a domandarsi una cosa: perché certi giornalisti vanno alla caccia di presunti soldi di Renzi, che fino a prova contraria sono tutti rendicontati ma stanno zitti sui soldi che un dittatore come Maduro mandava al Movimento 5 Stelle? Eppure a dirlo è niente di meno che l’ex capo dei servizi segreti venezuelani.

Renzi d’Arabia

Si è proseguito con “Renzi d’Arabia” ma per quanto possa essere discutibile l’opportunità di recarsi a fare conferenze all’estero, anche in un paese dove i diritti latitano e la democrazia è inesistente come l’Arabia Saudita, non c’è nessuna legge che proibisce a un nostro senatore di farlo. Quando e se mai ci sarà una norma a riguardo allora ne riparleremo.

Per adesso la questione può suscitare indignazione ma a tal proposito bisogna ricordare che Renzi va lì a suo spese e i soldi che guadagna vengono tassati in Italia.

Chi ha un pò di sale in zucca ed è capace a ragionare con la sua testa invece che con quella della redazione del Fatto Quotidiano dovrebbe indignarsi contro quei politici che buttano i soldi dei contribuenti, non contro quelli che li guadagnano e poi li dichiarano anche al fisco.

La trappola del DDL ZAN

Una legge scritta con i piedi, lo si era capito sin dalla prima lettura, così come si era capito che non sarebbe passata mai, almeno non senza una modifica che la destra poteva accettare. Il PD lo sapeva benissimo ma invece che trattare ha preferito affossare la legge per poi dare la colpa a Renzi. Adesso a mente fredda sembra quasi che l’intento principale non fosse tanto quello di far passare una legge che avrebbe, nel suo piccolo, migliorato la vita di molte persone, ma far diventare Renzi, quello dell’unioni civili, il nemico dei diritti e dell’uguaglianza, in modo da poterlo attaccare ancora, tagliare tutti i ponti con lui e appiccicargli addosso un marchio infamante.

Bisogna dire che Renzi, in genere persona scaltra e che sa fare bene di conto, sul DDL ZAn ha sbagliato tutto. Doveva restare in silenzio e aspettare che i franchi tiratori del PD, cosa che poi hanno fatto, uccidessero la legge. Ma lui no, voleva prendersi la scena anche questa volta ed è caduto nella trappola. Eccesso di buona fede, forse a lui importava di più portare a casa un risultato e fare un altro piccolo passo in avanti.

Probabilmente con il trascorrere delle settimane anche gli interessati più fanatici che adesso sono accecati dall’odio e riescono solo a dar la colpa a Renzi, capiranno che al PD di far approvare il DDL ZAN non interessava davvero. Serve tempo.

Il rischio di farlo diventare più simpatico

“Bastoni il cane, bastoni il cane, poi la gente sta con il cane”

Chi può averla detta se non quel distributore automatico di saggezza che è il buon Pierluigi Bersani? Ed è proprio questo l’effetto che il “Tutti contro Matteo Renzi” inizia a produrre, persino uno che renziano non lo è stato mai, come Luca Bizzarri, ha scritto sul suo account Twitter.

“La differenza tra Berlusconi e Renzi è che Berlusconi faceva di tutto per starci simpatico e il Fatto lavorava sodo per farcelo stare antipatico, mentre Renzi lavora come un matto per star sul cazzo a tutti e il Fatto cerca in tutti i modi di farcelo stare simpatico”

Anche Carlo Calenda, che con Renzi ha un rapporto tutt’altro che sereno, ha dichiarato con coraggio che “Vogliono mettere Renzi in un angolo. Un Paese così mi fa abbastanza schifo”

Per adesso però le loro sono ancora voci isolate, sui social, specialmente su Twitter che ormai è sempre più popolato da fascisti rossi, rigorosamente anonimi si intende, Renzi e i renziani continuano a essere oggetti di bullismo e campagne d’odio, portate avanti da quelli che l’odio dicono di volerlo combattere.

Renzi capro espiatorio

Molto lucido e sintetico è stato sull’argomento il professor Galimberti.

“Tante volte per aggregare ed entusiasmare i propri seguaci occore trovare un capro espiatorio. A me sinceramente Matteo Renzi appare una vittima nel senso che ho l’impressione che il partito democratico abbia avuto come unica ragione sociale quella di far fuori Renzi. Quando è riuscito a farlo fuori non ha più avuto ragione sociale, perché io non riesco a vederla questa ragione sociale. Cosa vuole Renzi? Vuole aggregare il centro alla sinistra, posto che il PD sia un partito di sinistra, perché secondo me appare un partito di centro forse una DC scadente. Allora a me questa aggregrazione pare utile,per la semplice ragione che l’alternativa sarebbe aggregarsi con quelli dei cinque stelle, che sarenno sempre meno nella prossima legislatura e i quali numeri non saranno sufficenti per competere con la destra. C’è qualcosa di così terribile in questo tipo di pensiero?”

Il peccato originale.

Forse però quest’odio verso Renzi è più vecchio di quanto si possa immaginare. Renzi è stato bersaglio di attacchi feroci già da quand’era semplicemente il sindaco di Firenze. E se non fosse stato lui a distruggere il PD ma se invece, come scrisse tempo fa Mentana “è stato l’ultimo segretario in grado di far vivere al PD una stagione gloriosa“?

Dopo Renzi il PD ha vinto solo qualche elezione locale ed è stato costretto persino ad allearsi con chi li chiamava mafiosi, ladri e pedofili. La vera colpa di Renzi, quello per cui davvero non lo perdoneranno mai non è stata la caduta del Conte, quella ha solo smascherato le ipocrisie di un partito, quello democratico, che è ormai diventato solo un apparato di potere, un distributore di poltrone. Il peccato originale di Renzi è stato quello di mettere la sinistra davanti al proprio cadavere, mostrando a tutti l’inefficienza e i limiti di una “ditta” che non è mai riuscita a diventare una forza progressista rimanendo ancorata al suo passato fallimentare.


Redazione

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